RISURREZIONE E VITA

“Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?»” (Giovanni 11:25-26)

Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra suggerirci che sia calato il sipario. Davanti a una perdita, a un fallimento o a una porta che si chiude definitivamente, la nostra natura umana ci spinge a pensare che non ci sia più nulla da fare. Ma è proprio in questo spazio, spesso segnato dal dolore e dall’incertezza, che risuonano con una forza straordinaria le parole che Gesù rivolse a Marta: “Io sono la risurrezione e la vita”. Questa non è solo una promessa rivolta a un futuro lontano o a ciò che accadrà dopo la nostra esistenza terrena; è una dichiarazione di identità che cambia radicalmente il nostro presente.

Gesù non dice semplicemente di avere il potere di ridare la vita, ma afferma di essere Lui stesso la Vita. Questo significa che quando lo accogliamo nel nostro cuore, entriamo in una dimensione che non è più soggetta alle leggi della fine e della polvere. Credere in Lui non è un’adesione astratta a una dottrina, ma un legame vitale che ci permette di guardare oltre ogni ostacolo, persino oltre la morte fisica. Se siamo uniti a Colui che è eterno, la nostra stessa essenza diventa partecipe di quell’eternità. Quello che agli occhi del mondo appare come un traguardo finale, per chi crede diventa un passaggio, un nuovo inizio.

La domanda finale che Gesù pone, “Credi tu questo?”, è un invito personale rivolto a ciascuno di noi. Non ci chiede se abbiamo capito tutti i misteri dell’universo, ma ci chiede se siamo disposti a fidarci della Sua parola più che delle nostre paure. Scegliere di credere significa smettere di vivere con il fiato corto, spaventati dal tempo che passa, e iniziare a camminare con la certezza di chi sa di essere già al sicuro. Questa fede ci motiva a dare il massimo oggi, ad amare senza riserve e ad investire nelle cose che restano, perché sappiamo che nulla di ciò che è fatto in Cristo andrà perduto. È una speranza che non delude, una luce che non si spegne e che trasforma ogni nostra giornata in un’opportunità per sperimentare, già qui, un anticipo di cielo.


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