IL BUON COMBATTIMENTO DELLA FEDE

“Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni.” (1 Timoteo 6:12)

Le parole di Paolo a Timoteo ci offrono un’immagine molto dinamica della fede: la vita del credente è contraddistinta dal “buon combattimento”, quella resistenza attiva e quotidiana contro lo scoraggiamento, il cinismo e tutto ciò che tenta di spegnere la luce della speranza nel nostro cuore. Combattere questo scontro significa decidere, ogni mattina, che la grazia di Dio è più reale delle nostre fatiche.

L’esortazione ad “afferrare” la vita eterna è un invito alla proattività. La vita eterna non è solo una destinazione futura, un premio che riceveremo passivamente alla fine del viaggio, ma è una realtà presente che va stretta con vigore qui e ora. Afferrarla significa vivere con la consapevolezza che siamo stati chiamati a qualcosa di immensamente più grande delle contingenze del momento.

Ricordare quella “bella confessione di fede” fatta davanti a molti testimoni serve a ricordarci chi siamo veramente: persone che hanno riconosciuto la Verità e hanno deciso di schierarsi con essa. Quella promessa pubblica è l’ancora che ci tiene saldi quando il vento soffia forte; è il promemoria che non siamo soli in questa arena, ma circondati da una nuvola di testimoni e sostenuti dalla fedeltà di Colui che ci ha chiamati. Non arrenderti proprio ora, perché la tua chiamata non è un errore e la tua meta è già stata conquistata da Cristo; a te resta il compito nobile di tenere le mani ben strette su quel tesoro che nessuno può portarti via.


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